« […] certamente anche la concretezza per lui è qualcosa di astratto. Dà vita a delle ombre… nelle sue opere si vedono manichini da soli o abbracciati. Ma non rimangono senza anima…».
T. Daubler, Lipsia 1920
L’artista Eugenio Riotto, da tempo operante a Pietrasanta, prima come abile disegnatore e modellatore, poi e sempre più, come artista originale, capace di fermare i suoi felici sogni usando ogni materiale plasmabile pur prediligendo il nobile bronzo, non svela il mistero. Non è importante sapere, conoscere chi/che cosa raffiguri, l’importante è che quelle forme eleganti e armoniche sine persona e sine nomine, regalino delicate e al contempo forti emozioni.
Il tema dominante della sua produzione artistica, sempre e comunque all’insegna della bellezza, è l’amore ora sintetizzato in un abbraccio tra due figure, e che sia un uomo e una donna è appena accennato, ora in un bacio, oppure in una madre o in un padre con bambino. Mai una ricerca che indaga sulle variabili sentimentali, bensì fondata sull’amore che unisce e che rende i corpi sensibili alla vita che su queste forme scorre e si specchia e si rispecchia. Sono, infatti, superfici sapientemente levigate, piacevolissime al tatto, rese capaci di accogliere le migliori atmosfere.
Sono forme che suscitano rimembranze, richiami forti a Moore, nel taglio primitivistico dell’organizzazione della massa per valori primari e per sintesi, sebbene il suo sia un astrattismo più presente nella concezione della forma che nella realizzazione della stessa.
E’ chiaro come l’artista voglia parlare a tutti, soprattutto alla sfera emotivo-emozionale nella maniera più diretta e comunicativa possibile, ed è altrettanto chiaro che voglia dirci più di quello che noi a prima vista riusciamo o possiamo cogliere.
E’ dominante in queste sculture – afferma Dino Carlesi, suo primo recensore – la presenza di uno spirito amoroso tenerissimo, una scultura quasi appartata e lontana dagli “ismi” delle avanguardie..”.
Nell’attesa di scoprire le vie segrete a cui l’artista perviene per regalarci opere intense, auguro a Riotto di proseguire nell’incanto che sa regalarci ogni volta che si mette all’opera.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA REGIONE TOSCANA
On. Riccardo Nencini